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lunedì 17 novembre 2008

iPhone e cellulari simili: Motorola li progettava in Italia, ma ora chiude azienda rivela ingegnere



Motorola, come avevamo riportato, ha deciso di chiudere il Centro di ricerca di Torino, che impiega 370 addetti. Il progetto di riorganizzazione delle attività in Italia, questa l’espressione utilizzata dall’azienda, è stato annunciato il 3 novembre, quando Motorola aveva inviato la formale comunicazione ai sindacati provinciali di riferimento del settore commercio. L’azienda aveva infatti assunto i suoi dipendenti italiani con il contratto del commercio. Uno dei 370 lavoratori del centro di ricerca torinese, il più grande in Europa nel settore multimediale, ha rivelato alcuni particolari della vicenda a Il Sole 24 Ore, particolare che rendono ancora più tragica, se ci consentite il termine, la situazione.

Si tratta di un ingegnere con un profilo di tecnico altamente qualificato che in precedenza aveva ricoperto importanti ruoli in diverse aziende internazionali. L’uomo ha confidato al giornalista Daniele Lepido che alla Motorola di Torino stavano lavorando a un paio di nuovi modelli pronti a competere con l’iPhone. Ma l’annuncio dei licenziamenti prima e la conferma del piano di riorganizzazione arrivata in queste ore hanno praticamente interrotto lo sviluppo di nuovi cellulari destinati, appunto, a dare battaglia allo smartphone di Apple.

L’ingegnere ha rivelato al quotidiano di Confindustria che già un anno e mezzo fa, dopo la chiusura della Motorola Software Group inglobata nella Motorola Mobile Device, una cinquantina di ingegneri era stata di fatto costretta a cercare lavoro altrove. E che le responsabilità principali di quanto sta avvenendo in queste giornate sono da attribuire alla dirigenza statunitense: «Motorola» spiega l’ingegnere «ha deciso di abbandonare l’Europa e negli ultimi due anni ha smesso di innovare come avrebbe dovuto». Il risultato di questa politica aziendale è stato quello di vedere il Razor, modello più glamour di Motorola, sorpassato nelle vendite dall’iPhone. I licenziamenti che verranno, salvo improvvisi cambi di strategia industriale, non faranno altro che impedire alla Motorola stessa di presentare sul mercato nuovi modelli anti-iPhone. Quello che fa rabbia, oltre alla tragedia personale di centinaia di lavoratori (e delle loro famiglie), è che il lavoro di intelligenze tutte italiane rischia ora di non vedere la luce.

E a rischio c’è anche la convenzione sottoscritta nel 2000 dal Comune di Torino, dal Politecnico e dalla Motorola per la concessione di un area ex-CIR per 20 anni: una convenzione con la quale l’azienda aveva tra l’altro ottenuto 11 milioni di euro di agevolazioni.

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sabato 13 ottobre 2007

HTC S730: lo smartphone si evolve



Nuovo impulso da HTC nel settore smartphone con l’avvento del nuovo modello S730, che evolve le già interessanti caratteristiche dell’S710.

La novità a mio avviso più interessante è rappresentata dal potenziamento della connettività dati, che finalmente abbraccia l’alta velocità di HSDPA/UMTS. Si tratta infatti di un elemento ormai irrinunciabile per telefoni di fascia alta.

Ovviamente confermata la presenza di Windows Mobile 6 Standard, che può però contare sulla maggiore potenza del microprocessore Qualcomm MSM 7200 a 400MHz.

La memoria RAM in dotazione è rimasta di 64 MB, anche se 128 sarebbero stati graditi, al di là di eventuali maggiori consumi energetici. Raddoppiata invece la ROM, ora pari a 256 MB.

Dimensioni e peso sono rimasti in pratica immutati: 105,8×51x19,4 millimetri e 150 grammi con la batteria.

Confermato l’ottimo display LCD da 2,4″ con risoluzione 320×240 pixel a 65k colori e retroilluminazione a LED.

Anche la batteria agli ioni di litio è rimasta la stessa, ma la nuova CPU cambia il tempo medio di standby e conversazione, arrivando nel primo caso fino a 290 ore per il GSM o 388 per l’UMTS e per la seconda fino a 318 minuti per il GSM o 210 per l’UMTS.

E’ già possibile preordinarlo a 485 Euro sul sito di Expansys, che ci propone anche un breve filmato di presentazione.

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