Occhi sul Web        

Visualizzazione post con etichetta apple. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta apple. Mostra tutti i post

lunedì 17 novembre 2008

Netbook più venduti in Italia: Acer, HP, Asus le marche dei mini computer portatili migliori. Boom.



Venerdì scorso si è conclusa la Windows Hardware Engineering Conference (WinHec) di Los Angeles, dove i partecipanti hanno potuto notare che i prodotti tecnologici più in vista erano i netbook. È un segno dei tempi, che trova conferma nei dati pubblicati da Gartner, relativi all’andamento del mercato dei personal computer in Europa Occidentale nel terzo trimestre 2008. Sono 17,2 milioni le unità vendute nell’area, con un incremento del 24,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A sostenere l’aumento delle vendite sono stati proprio i netbook, mentre il comparto desktop registra un calo di 3 punti percentuali e quello dei modelli professionali del 5%.

Tuttavia, secondo Gartner, presto il mercato dei computer potrebbe tornare a soffrire, soprattutto a causa degli effetti che la crisi finanziaria sta già creando nell’economia reale. E anche se le vendite dei netbook sono comunque destinate ad aumentare anche nei prossimi mesi, il mercato potrebbe essere frenato dalla difficile situazione in cui versano numerose aziende.

Tornando al report di Gartner, a livello europeo il primo posto nella classifica delle vendite spetta ad Acer, che raggiunge un market share del 25%, seguita da HP con il 20,7% e da Dell con l’11,6%. Anche in Italia a farla da padrone è Acer, che cresce del 115,9% grazie a 704.588 unità vendute, con un market share del 42,7% Al secondo posto troviamo HP, con una crescita del 26,4% (335.276 unità vendute) e un market share del 21,5%. Segue Asus, l’azienda che ha dato il via al fenomeno netbook, che registra una crescita del 161,9%, con 107.770 unità vendute e un market share del 6,5%. La classifica prosegue poi con Olidata (4% di market share), Dell (3,3%), Fujitsu-Siemens (3,3%), Toshiba (2,9%), Apple (2,4%), Sony (2,1 e Lenovo (1,9%).

In generale, Gartner registra per il mercato italiano un crescita del 52,4% in termini di unità vendute, sostenute sia dai notebook che dai netbook, mentre i desktop perdono 5,4 punti percentuali.

Fonte

mercoledì 15 ottobre 2008

Dopo la rimozione della clausola di segretezza sull’SDK iPhone in arrivo libri, video tutorial e corsi online.


Fino a qualche tempo, per rispettare i vincoli di segretezza dell’SDK dell’iPhone, era impossibile pubblicare tutorial o libri su come programmare su questo dispositivo, tanto che l’editore The Pragmatic Programmers fu costretto cancellare la pubblicazione di un libro sulla programmazione su iPhone.
Dovete sapere, però, che questo genere di vincolo è cosa molto comune e diffuso nel settore informatico, ma, di solito, subito dopo il rilascio del prodotto, tale vincolo viene rimosso proprio per permettere la naturale diffusione di conoscenza del prodotto. Il perdurare di questo vincolo di segretezza, quindi, ha prodotto, su siti come Amazon, una quantità notevole di libri relativi alla programmazione su iPhone in pre-ordine.

Censura e clausole di segretezza

Oltre a questo problema si aggiunse anche la forte censura di Apple per applicazioni che non superavano il test di validazione o replicavano (creando confusione tra gli utenti) le funzioni native dell’iPhone: sono stati casi eclatanti applicativi come NetShare (che permetteva il tethering, ovvero l’uso di iPhone come modem per collegarsi in rete con il pc), Podcaster (per la gestione e il download dei podcast direttamente dal proprio iPhone) e MailWrangler (una utility che fa il login automatico sulla webmail di Google). Se siete interessati, qui trovate la lista aggiornata di tutte le applicazioni eliminate dall’AppStore per volontà della Apple e senza far sapere nulla agli sviluppatori.

Il fondo Apple lo toccò quando, a seguito delle lamentele di tutti i programmatori a cui erano stati rifiutati gli applicativi (su cui avevano lavorato anche per mesi), Apple ebbe l’ardire di ricordare ai programmatori che anche le lettere di rifiuto di Apple ricadevano sotto il “non disclosure agreement”, e quindi non potevano in nessun caso essere pubblicate.

App Store: l’Eldorado degli sviluppatori e di Apple

E’ anche vero, però, che il nuovo modello di vendita delle applicazioni nell’App Store, sembrava quasi essere la nuova Eldorado degli sviluppatori di tutto il mondo: a fronte di una visibilità mondiale di iTunes e di una banda illimitata per la gestione del download degli applicativi e dei relativi update, il programmatore poteva guadagnare il 70% del costo dell’applicazione, e ciò si tramutò, per molti, in guadagni stratosferici: da 2.000$ al giorno per la sviluppatrice di 2 Across (un gioco di cruciverba), a 250.000$ in 60 giorni a fronte di un costo per copia di 2,39 €, per un gioco a incastri come Trism.

Così, da quando Apple inaugurò l’App Store su iTunes Store, sono stati scaricati oltre 60 milioni di programmi per il cellulare, vendendo applicazioni per un milione di dollari al giorno solo grazie a App Store. Considerando che Cupertino ha una percentuale pari al 30% sulle somme ricavate dalle vendite delle applicazioni, mentre il 70% resta ai rispettivi sviluppatori, potete capire come sia facile considerare l’App Store una Eldorado per i programmatori!

Tutto ciò, abbinato al successo planetario degli iPhone 3G e all’incremento continuo delle vendite dei Mac, portò il valore di mercato di Apple al 3° posto (AAPL $157,012,662,240), superando quello di Google che cadeva al 4° posto (GOOG $156,392,862,560). E pensare che il CEO di DELL, durante la crisi di Apple degli anni ‘90, suggerì di liquidare la società e dare i soldi agli azionisti.

La rimozione della clausola NDA

Sarà stato l’enorme successo delle vendite su AppStore o, semplicemente, le troppe critiche provenienti da programmatori e giornalisti, che finalmente, la strategia della Apple iniziò a cambiare rotta, tanto che la società decise di rimuovere le clausole di segretezza NDA (non disclosure agreement) dal contratto di sviluppo dell’iPhone. Tramite un annuncio ufficiale nella sezione dedicata agli sviluppatori, l’azienda rende noto che veniva rilasciato un nuovo contratto privo delle clausole NDA per tutte le applicazioni già rilasciate. Nella nota, Apple si è giustificò dichiarando di aver imposto così stringenti vincoli al fine di proteggere, unitamente ai brevetti, le innovazioni dell’azienda, riconoscendo nelle NDA una seria minaccia per gli sviluppatori.

I libri per programmare con l’iPhone
Da questo punto in poi, la strada è stata tutta in discesa per gli sviluppatori poiché, finalmente, è stato possibile pubblicare libri e condividere informazioni sulle tecnologie di iPhone al fine di agevolare la condivisione delle conoscenze sulla programmazione di questo dispositivo mobile. In breve tempo sono iniziati ad apparire i primi libri sullo sviluppo di applicazioni per iPhone e iPod Touch. Tra questi, quelli probabilmente più attesi, sono stati, entrambi in lingua inglese, “iPhone SDK Development”, realizzato da The Pragmatic Programmers (acquistabile qui in formato elettronico o cartaceo) e “iPhone Developer’s Cookbook, The: Building Applications with the iPhone SDK”, di Erica Sadun, (acquistabile qui sia in formato elettronico che cartaceo).

Quindi, l’editore The Pragmatic Programmers, pubblicò anche un interessante video introduttivo gratuito, della durata di 22 minuti, liberamente scaricabile qui, sulla programmazione con l’iPhone e mettendo a pagamento i successivi video più specifici.

Apple’s iPhone Tech Talk World Tour

Infine, il 9 Ottobre 2008, Apple lanciò in grande stile l’Apple’s iPhone Tech Talk World Tour, una sorta di seminario speciale made in Cupertino che avrà una tappa nelle 24 città più importanti del mondo (tra cui, il 19 Novembre anche Roma per l’Italia), con lo scopo di fornire le basi per quanto riguarda la programmazione con XCode e quindi su come creare Applicazioni per iPhone. Come si legge dalle note, sembra che i corsi siano rivolti non soltanto ai veterani, ma anche ai novizi ed ai professionisti dell’IT. La partecipazione è gratuita, ma il numero di posti è limitato (io mi sono iscritto nella speranza che mi accettino), ed è dedicata soltanto alle persone che hanno un account da developer sul sito Apple.

Siti che pubblicando tutorial per programmare con iPhone

Se desiderate imparare a programmare l’iPhone, magari per andare preparati al seminario Apple di Roma o semplicemente per guadagnare qualcosina dalla vendita dei vostri applicativi, vi consiglio, oltre che a scaricare l’SDK, anche un paio di siti interessanti. Il primo è di Apps Amuck che ha lanciato un’iniziativa unica: per 31 giorni pubblicherà un tutorial giornaliero (comprensivo anche di esempio pratico funzionante) in cui illustrerà un progetto per piattaforma iPhone e iPod Touch. Ognuno dei mini progetti illustra una diversa funzione presente nell’SDK, mostrando anche tecnologie che normalmente non vengono trattate dai libri.
Il secondo sito che voglio suggerirvi è, invece, la migliore proposta italiana per sviluppare con l’SDK dell’iPhone: iPhone and Go (prima residente su piattaforma Wordpress), un blog che, giorno dopo giorno, vi insegna a programmare per questa affascinante piattaforma Touch.

Altri riferimenti utili per programmare con XCode sono, senza dubbio, XCode Italia, la comunità italiana per gli sviluppatori di XCode (e quindi, non solo per iPhone, ma per tutto l’ambiente di programmazione di Mac OS X).

Per finire, se amate gli screencast, allora vi suggerisco iPhone Development Central Website, un sito che, tramite utili video tutorial in inglese (divisi per tra fasi di apprendimento: Beginner, Intermediate e Advanced), vi spiega come programmare con l’iPhone SDK.

Fonte

martedì 10 giugno 2008

La nuova era dell'iPhone: Veloce, con il Gps e a colori



Il prezzo consigliato da Apple è di 199 dollari. In Italia costerà dai 499euro (8giga) ai 569euro (16giga) per le schede prepagate. Ma ci saranno anche tariffe più basse



Questa volta «l'i-Day» di Steve Jobs ha un solo nome: iPhone 3G. Il cellulare di nuova generazione, in diversi colori, che il guru-boss della Apple presenta alla Worldwide Developers Conference, arriverà l'11 luglio contemporaneamente su 22 nuovi mercati, fra cui l'Italia con Tim e Vodafone. Jobs ha annunciato che negli Stati Uniti il prezzo sarà ridotto dai 399 dollari della vecchia versione a 199 dollari. Un costo consigliato anche negli altri Paesi, dove però molto dipenderà dalle tariffe applicate dalle compagnie telefoniche. In Italia, il prezzo potrebbe essere di 130 euro per il primo modello, ma alcuni parlano di 90 euro se comprato tramite abbonamento con Tim o Vodafone che lo lancieranno l'11 Luglio prossimo.

«Questo è il telefono che ha cambiato il telefono per sempre», sorride Steve Jobs. Ormai è chiaro, con l'iPhone Jobs vuole aprire una nuova era: il mondo post-pc. Il telefono che serve solo, o principalmente, per telefonare, sta scomparendo negli Usa. In Europa, secondo Gartner, entro il 2011 gli smartphone occuperanno l'80% delle vendite. «In questo primo anno abbiamo venduto 6 milioni di iPhone», ha ricordato Steve Jobs sul palco con i tradizionali jeans e il dolcevita nero. «Oggi vi presento l'iPhone 3G: più veloce nella navigazione rispetto al sistema Edge». E per essere più convincente si affida a una dimostrazione in tempo reale: 21 secondi nella versione 3G contro 51 in quella Edge per scaricare la stessa pagina. «E vi posso garantire che l'iPhone è più veloce del 36% rispetto ai concorrenti».

Poi i dati sulle batterie che rappresentavano la vera incognita: il nuovo iPhone ha una autonomia di 300 ore in stand by, 10 ore di chiacchiere con il 2G e 5 con il 3G, navigando in Internet con browser resiste 5-6 ore, mentre i video possono essere consumati per 7 ore e gli audio per 24. Tra le novità anche la funzione Gps, che permetterà la geo-localizzazione come un navigatore per le auto. Il nuovo iPhone potrà dialogare facilmente con il database dei Mac e avvalersi della tecnologia «push» per varie applicazioni, tra le quali la email. L'obiettivo è dare all'utente la possibilità di costruire uno stesso ambiente condiviso sia sul compu-ter, sia sul cellulare. In questo modo l'iPhone si trasforma in una scrivania personalizzata dove si ritrovano tutti gli oggetti e i documenti di cui abbiamo bisogno per il lavoro anche in mobilità.

Tra le nuove applicazioni sviluppate per l'iPhone 2.0 colpiscono la possibilità di fare commercio elettronico con eBay, di aggiornare il proprio grazie alle funzioni sviluppate da TypePad, una serie di giochi pensati per il touch-screen e un programma che simula sul display gli strumenti musicali permettendo di comporre musica. Nel nuovo iPhone sono inseriti tutti i programmi Mac: iWork, Page, Number, Keynote; ma anche quelli del «rivale» Bill Gates: da Word a Power Point. L'ufficio viaggia insieme all'utente, sempre e ovunque.

Il problema, per Steve Jobs, non è chi preverrà nella battaglia online: Facebook, Google, o entrambi. Steve Jobs vuole essere sicuro che, chiunque sia il vincitore, i consumatori sceglieranno i suoi prodotti per vivere quella esperienza. «Oggi siamo presenti in 6 Paesi, ma nei prossimi mesi copriremo 25 nuove nazioni e entro la fine dell'anno raggiungeremo 70 Paesi nel mondo», ha assicurato il guru della Apple.«Il nuovo iPhone 3G dovrà essere ovunque. E questa è solo la partenza!» dice Steve Jobs prima di lasciare il palco. È nata una nuova generazione: l'iPhone 2.0.

Ci sono anche dei limiti, però: gli unici programmi che potranno essere utilizzati sono quelli distribuiti ufficialmente da Apple attraverso l’AppStore, il negozio virtuale dal quale si può scaricare il software via EDGE e UMTS solo se inferiore ai 10 Mbyte. I prezzi per ogni singolo programma dipendono dallo sviluppatore, anche se è stata assicurata la presenza di software gratuiti. E gli sviluppatori devono seguire le regole dettate da Apple e versare il 30 per cento dei loro profitti all’azienda di Jobs.

Tra le altre applicazioni mostrate in demo a San Francisco, segnaliamo, infine, due giochi sviluppati da Pangea Software (Enigmo e Cro-Mag Rally), il potenziato Super Monkey Ball di Sega, un’applicazione musicale Band che trasforma l’iPone 3G in una pianola touch-screen, e due applicazioni mediche di medical imaging.


lunedì 21 aprile 2008

Computer con Mac OS come sistema operativo senza essere Apple venduti online e in negozio a 400 euro



Cliccando i link Products e Store del sito web di Psystar Corporation di Miami, Florida, si può fare dello shopping quanto meno particolare: la società statunitense infatti mette in vendita quelli che chiama Open Computer, ovvero una linea di personal computer economici e personalizzabili per fare fronte a qualsiasi esigenza. Anche il sistema operativo preinstallato è customizzabile e si può scegliere tra Linux, Windows XP, Windows Vista e OS X Leopard.

Sì, avete letto bene: Mac OS X Leopard di Apple installato su computer che non sono originali Apple. L’azienda californiana di Cupertino, che proibisce l’uso di Mac OS X e derivati software similari su macchine senza il logo della celeberrima mela, non ha ancora rilasciato alcun commento. Con ogni probabilità l’apple-avvocato Charles Charnas sta terminando di studiare i possibili capi di imputazione da infliggere a Psystar che, a sua volta, si appellerà a un principio logico che parrebbe non fare una piega se concepito come assioma paradossalmente basato sull’assurdo: “È come se Microsoft dicesse che si può installare Windows solo su PC Dell oppure è come se la Honda ti vendesse un'auto, indicandoti quali strade percorrere” (fonte: Hardware Upgrade).

Sta di fatto che attualmente è possibile acquistare un OpenMac a un prezzo goloso ed estremamente invitante. A soli 399,99 dollari + 155 dollari per OS X 10.5 Leopard (totale 554,99 dollari, circa 350 euro) infatti si compra un computer descritto come “an alternative to pricey Apple hardware”: processore Intel Core 2 Duo E4500 2.2 GHz, 2 GB di RAM DDR2 667, processore grafico integrato Intel GMA 950, hard disk da 250 GB 7200RPM SATA, DVD 20x +/-R Lightscribe, 4 porte USB, case bianco o nero a scelta (per aggiungere la firewire o cambiare alcune componenti è naturalmente previsto un sovrapprezzo). Invitante piuttosto che spendere quattro volte tanto per un Mac originale, no?



Fonte

sabato 5 aprile 2008

Ufficiale: iPhone in Italia con TIM dal 20 giugno

Finalmente ci siamo: dopo mesi di aspettative deluse ed annunci mancati questa volta la notizia è ufficiale, l’Apple iPhone uscirà in Italia il 20 giungo con TIM. Il comunicato stampa che annuncia la tanto attesa notizia è visualizzabile direttamente dal sito della compagnia telefonica. La versione dell’iPhone che verrà venduta sarà quella attualmente commercializzata nel resto del mondo, si deve aspettare ancora per l’annunciata versione UMTS.

Il prezzo dell’iPhone sarà allineato a quello degli altri paesi europei: 399€ per la versione da 8GB e 499€ per quella da 16GB. Per quanto riguarda i piani tariffari tra cui scegliere saranno due: il primo al costo di 39€ mensili comprende 1 GB di traffico web, 300 SMS verso tutti e 200 minuti di chiamate verso tutti, il secondo invece, al costo di 55€ mensili comprende 2 GB di traffico dati, 500 SMS verso tutti e 500 minuti di chiamate sempre verso tutti gli altri operatori.
Fonte

sabato 13 ottobre 2007

Partire per la California… e andare a lavorare per Apple

lunedì 17 settembre 2007

Floola, l’alternativa ad iTunes



Floola è un software gratuito che si pone come valida alternativa ad iTunes in quanto offre alcune funzioni che il programma di casa Apple non implementa. Ma vediamo in cosa consiste Floola.

Naturalmente Floola è specializzato soprattutto nella gestione dei file Mp3 per quanto riguarda l’iPod. E’ necessario quindi abilitare il nel nostro lettore l’opzione che ci consente di renderlo un Hard Drive portatile. Per quanto riguarda le caratteristiche spicca soprattuto la possibilità di gestire le proprie immagini o i propri video e la possibilità di inserire nel lettore i filmati di YouTube copiandone semplicemente il link: Inoltre Floola è molto più stabile, potente e veloce di iTunes. Permette di copiare le canzoni dell’iPod nel computer e viceversa, permette di ricercare i files duplicati per eliminarli ed inoltre consente di interfacciarsi con i cellulari Motorola con supporto iTunes.

Interessante la possibilità che consente di convertire qualsiasi file audio e video per renderlo compatibile con l’iPod. La funzione “Export to HTML” permette invece di creare una lista Html di tutti i file inseriti nel lettore. Naturalmente è possibile creare e gestire semplicemente le proprie Playlists.

Ricordiamo che Floola supporta Windows (Vista Ready), Linux ed OS X.

Fonte


sabato 30 giugno 2007

Gemelli siamesi...



Troppe somiglianze fra l'Apple iPhone ed il cellulare LG Prada...

Fonte

Google

Ricevi aggiornamenti via mail:

Delivered by FeedBurner