Occhi sul Web        

lunedì 17 novembre 2008

Vedere la televisione su cellulare, computer o su qualsiasi schermo con Slingbox. Basta Internet per gestire da remoto la propria ovunque ci si trovi



Cos'è lo SlingBox? È un "lingottino tecnologico", un piccolo dispositivo hi-tech che permette di guardare i propri programmi televisivi preferiti ovunque ci si trovi nel mondo. Basta collegarlo alla propria sorgente tv (cavo, decoder o videoregistratore digitale) e a una connessione internet a banda larga, dopodiché installare sul proprio telefono mobile o su un computer i software appositi - rispettivamente SlingPlayerMobile e SlingPlayer - e configurare il router in maniera ottimale.

Quindi gestire i programmi da remoto esattamente come se si fosse seduti sul divano del salotto di casa, telecomando alla mano, quando invece ci si trova in Bangladesh o in qualsiasi altro luogo della Terra che sia raggiunto dall'internet veloce, oppure, perché no, semplicemente in una stanza della propria abitazione diversa da quella in cui si trova tutto l'apparato tecnologico del caso.

Un prodotto cosiddetto di placeshifting, questo messo a punto dall'azienda statunitense SlingMedia - che proprio in questi giorni ha lanciato SlingBox anche in Italia a un prezzo che va dai 199 ai 299 euro circa - dedicato a quanti proprio non ce la fanno a rinunciare alla televisione, e che quando sono in viaggio non si accontentano semplicemente di un qualsiasi palinsesto televisivo, ma vogliono i ‘propri' programmi tv, quelli che seguono abitualmente, che si tratti di sport, telefilm o informazione.

Slingbox è nato infatti grazie alla passione sportiva di due fratelli di San Francisco, Blake e Jason Krikorian, accaniti tifosi della squadra di baseball dei San Francisco Giants. Spesso assenti per lavoro, nel corso della stagione 2002 non ebbero la possibilità di seguire le partite dei loro idoli. Da qui il progetto del dispositivo.

Certo il concetto di tv in movimento, di televisione rubata al consueto ambito domestico, non è nuovo, ma SlingMedia gli ha dato una forma esteticamente piacevole (quella dello scatolotto da posare sulla mensola in soggiorno), lo ha semplificato e soprattutto lo ha trasformato in qualcosa che non è di dominio dei soliti operatori di telefonia cellulare, che davvero le hanno provate tutte (e con scarso successo a giudicare dai risultati commerciali) per convincere gli utenti di quanto sia bello pagare per avere la televisione sul piccolissimo schermo. Senza contare che un simile dispositivo permette di ammortizzare a pieno il costo della pay-tv o dei canali on demand che compongono la variegata offerta televisiva cui i consumatori (statunitensi, ma anche europei) possono attingere.

Il primo SlingBox, la versione Classic, ha fatto la sua comparsa nel 2005 ottenendo immediatamente l'attenzione dei media e degli utenti anche in virtù del design innovativo, firmato da Yves Behar, l'affermato industrial designer californiano. Nel giro di poco tempo hanno debuttato i modelli di seconda generazione, AV e Tuner, riscuotendo ancora maggiore successo del primo. Ma anche la gamma di terza generazione è oramai disponibile, composta dal modello base SlingBox Solo e dai più completi SlingBox Pro e Pro HD.

Questi ultimi, in particolare, consentono di collegare fino a quattro diverse sorgenti di segnale tv. Gli accessori disponibili permettono poi di utilizzare la rete elettrica di casa come un network, al fine di portare il segnale televisivo in uscita dallo Slingbox al router internet situato magari in una stanza diversa da quella dove è sistemata la televisione, oppure di connettere, mediante un apposito adattatore, i dispositivi Hdmi (High Definition Multimedia Interface) che ultimamente spuntano nei salotti delle nostre case. La qualità della visione dipende certo dalla velocità della rete internet, ma le immagini scorrono generalmente fluide come sulla televisione di casa.

Tecnicamente lo SlingBox altro non fa che portare il segnale televisivo in streaming, in tempo reale, sul dispositivo sul quale lo "scatolotto" è settato in quel momento. Su un dispositivo alla volta, nel senso che non è possibile che più persone accedano alla medesima utenza sling contemporaneamente. E questo è voluto per evitare problemi di violazione del copyright.

Immaginiamo, per esempio, cosa vorrebbe dire rendere accessibile la propria utenza satellitare a tutti i propri amici, pagando un solo un abbonamento. Piacerebbe di sicuro ai consumatori, un po' meno ai provider. Lo Slingbox è infatti ‘per scelta tecnica' dei produttori un dispositivo Unicast, niente visione simultanea (multicast) da parte di più spettatori.

Uno degli intoppi denunciati dagli utenti che discutono in rete sulle prestazioni dello SlingBox riguarda la fruizione della programmazione televisiva da parte di chi resta a casa. In pratica, dicono, chi si trova là dove lo SlingBox è fisicamente presente non potrà vedere un programma diverso da quello che noi stiamo godendo in remoto, e neppure cambiare canale.

Tradotto in termini di equilibrio televisivo domestico, ciò significa che le casalinghe non sfuggiranno ai mercoledì di Coppa nemmeno quando il marito sarà in trasferta all'estero, o che il marito rimasto a casa in agosto sarà costretto a guardarsi in tutta tranquillità la soap opera che la moglie in vacanza vuole godersi anche dalla spiaggia. Questo se i due stanno utilizzando la medesima fonte (per esempio il decoder satellitare) e se il modello di lingottino in uso non è un Pro, che permette invece di ovviare al problema grazie ai quattro input supportati.

Altro problema è che lo SlingBox utilizza un algoritmo di compressione del segnale tv che ne impedisce la registrazione sul dispositivo sul quale lo si guarda, il che diminuisce di molto la sua utilità. Ciò permette infatti la sola visione in diretta dei programmi televisivi, e non tiene conto del fatto che l'utente potrebbe avere interesse a registrare il programma per una visione successiva. Magari perché si trova all'estero, a fusi orari di distanza, e il suo show preferito di prima serata cade nel bel mezzo della notte.

È perciò consigliabile la scelta di accoppiare lo scatolotto a un videoregistratore digitale, da programmare per conservare i filmati per una successiva visione, stavolta in differita. Non ultimo, dicono alcuni utenti, lo SlingBox interferisce con l'impostazione dei filtri cosiddetti di parental control, i cyber-sitter, per intenderci, che devono essere disabilitati. Il che significa, per esempio, che i minori dotati di cellulare di ultima generazione, potranno tranquillamente vedere qualsiasi programma disponibile sugli apparati satellitari e sulle pay-tv di casa.

Link al sito dello SlingBox

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mercoledì 15 ottobre 2008

Sms installa virus e intercetta telefonate e sms dei cellulari. Indagini in tutta Italia e 2 denunce


Intercettare telefonate e sms dai cellulari: non occorre l'intervento dello Stato o di sofisticate tecnologie a dispozione di servizi di spionaggio privati o nazionali in grado di investire cifre esorbitanti in tecnologie riservate.

Controllare il traffico telefonico dei cellulari e dei messaggini spediti appare alquanto più semplice e nello stesso apre scenari inquietanti: secondo le ultime indagini della Polizia Postale basterebbe, infatti, un sms truffaldino.

Stando alle ultime notizie, la Polizia Postale di Napoli avrebbe ricevute due denunce e l'indagine starebbe allagardosi in tutta Italia di un falso sms, spesso incomprensibile, che sarebbe stato inviato su migliaia di cellulari.

Basta la sua apertura che in automatico si installerebbe sul cellulare un particolare virus del tipo cavallo di troia che permetterebbe a malitenzionati di controllare e intercettare qualsiasi telefonata fatta e ricevuta e qualsiasi sms spedito o ricevuto dal cellulare colpito.

In pratica il virus sarebbe un programma che una volta installato permetterebbe il collegamento in automatico ad un altro cellulare ogni volta che si usa il proprio telefonino.

Al cellulare che riceve in modo illegale le informazione arriverebbero così tutti dati del cellulare "infestato dal virus", comprese tutti i dialoghi di tutte le telefonate fatte e ricevute.

La situazione è alquanto delicata e la Polizia Postale oltre ad avviare le indagini a tutto campo e in tutta Italia, ha trasmesso gli atti alla Procura di Napoli. Si battono tutte le piste, compresa la criminalità organizzata.

Al momento non si esclude che i cellulari colpiti potrebbero essere migliaia in tutta Italia.

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Navigatore satellitare gps su cellulare, computer e qualsiasi apparecchio elettrico con Firefox e Geode


Sono usciti molti articoli in questi giorni che hanno parlato della nuova estensione di Firefox chiamata Geode che permette di localizzare le propria navigazione facendo uscire informazioni precise su di qualsiasi tipo in base a dove ci si trova quando si naviga.

Ma in pochi commentatori hanno sottolineato che con la nuova estensione Geode, un cellulare, un computer e un qualsiasi apparecchio elettronico si può trasformare in modo semplice ed economico in un navigatore satelittare gps e di ultima generazione, non limitandoci a mostrarci la nostra posizione, ma anche fornendoci numerose informazioni.

Non solo, il Gps che si viene ad installare semplicemente usando Firefox garantisce una assoluta precisione funzionando sia all'interno che all'esterno: al contrario dei normali metodi GPS-based che possono impiegare fino a 45 secondi per fissare una posizione, Geode funziona sia negli interni sia all'aperto con una accuratezza tra 10 e 20 meri, normalmente entro un secondo.

La spiegazione fornita dagli sviluppatori della fondazione Mozilla apre numerose applicazioni, sepper con, forse, voluta furbizia, limitate ad esempi con il proprio pc portatile: " Siete arrivati in una nuova città, un nuovo continente, un nuovo coffee shop.

Sapete effettivamente dove vi trovate, e state cercando un buon posto dove mangiare. Tirate fuori il vostro portatile, caricate Firefox, e andate sul vostro sito preferito di recensioni.

Questo automaticamente deduce la vostra ubicazione, e vi propone alcuni suggerimenti preziosi ad un paio di isolati, e offre indicazioni per arrivarci. In modo da offrire questa possibilità, il vostro browser deve sapere dove vi trovate.

Per fare questo, le future versioni di Firefox prevede di supportare la nuova W3C Geolocation Specification, che aggiunge la capacità nativa per i siti Web di richiedere la vostra ubicazione, ed a voi di garantire opzionalmente l'accesso a questi dato".

Ma come funziona esattamente Geode?

Con Geode, quando un sito web richiede la vostra ubicazione una barra di notifica chiederà all'utente quante informazioni desidera offrire al sito: la sua ubicazione esatta, il vicinato, la città, o anche nessuna informazione

Per provare l' estensione è possibile utilizzare la demo Food Finder, che mostra bar e ristoranti lungo il proprio percorso.

Due servizi e siti web, Pownce e Yahoo! Fire Eagle, offrono inoltre già supporto per Geode.

L'unico limite in questo momento è che vi è un solo provider che offre il supporto alla navigazione con Geode ovvero Skyhook: ma basteranno circa 12 grandi Internet Provider ad implementare Geode lato server che questa nuova funzione di geolocalizzazione diventerà realtà a livello mondiale.

Da sottolineare, infine, per chi programma siti web e applicazioni online e offline Geode rappresenta una interessante base di sviluppo essendo un'implementazione iniziale della specifica "W3C Geolocation" che è la forma universale scelta dal W3C per permettere una navigazione web geolocalizzata.

Per scaricare Geode come estensione di Firefox ( ricordiamo che nelle prossime versioni Firefox 3.1 sarà implementato di default ) basta andare qui:
https://people.mozilla.com/%7Edolske/dist/geode/geode-latest.xpi

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